Al Segretario Generale CONI

Dott. Raffaele PAGNOZZI

Al Ministro Per lo Sport

On.le Giovanna MELANDRI

Al Sottosegretario allo Sport

On.le Giovanni LOLLI 

p.c. Al Presidente FISE

Ing. Cesare CROCE 

 

Roma. 06.11.2006

Stimatissimo Dott. Pagnozzi, 

sono venuto a conoscenza, grazie alla diffusione data al fatto dal Presidente della FISE, della lettera da Lei scritta al Ministro ed al Sottosegretario allo Sport quale risposta circa le questioni poste dall'INSTE e da altro Ente, nei confronti della gestione Croce.

Devo innanzitutto manifestare il mio pieno accordo su quanto da lei affermato.

Da uomo delle Istituzioni, quale Ella è, non poteva fare altrimenti. Se ne avesse avuto strumenti, titolo e ragioni la questione, come ognuno ben comprende, sarebbe stata affrontata e risolta, da Lei stesso, in modo diverso.

Mi consta che nessuna nostra domanda di riconoscimento, come INSTE, giaccia in alcun cassetto del CONI, nè tanto meno della FISE.

Questo non per mal celato senso di se, ma unicamente perchè come INSTE, associamo Enti, sia pubblici che privati, al fine di fornire loro studi, progetti di massima e quant'altro occorra per far progredire su basi scientifiche il comparto equitazione in generale.

I seminari dell'INSTE, fin dal 2000, anno di costituzione, vengono svolti esclusivamente presso Enti pubblici (MInisteri, Regioni, ecc.) ed ai medesimi, in più occasioni, hanno partecipato amministratori locali, uomini politici, membri del Parlamento, oltrechè naturalmente tecnici ed operatori del settore.

Sempre l'INSTE per prima ha posto con forza all'attenzione pubblica la questione del doping-maltrattamenti ai cavalli con una lettera aperta, che Lei ben ricorda, indirizzata al CONI stesso.

Per questa nostra attività siamo stati auditi dalla Commissione Senatoriale, insieme al CONI, UNIRE e FISE, per le vicende doping-maltrattamenti sui cavalli da noi stessi denunciate a più riprese.

Infine, siamo orgogliosi di essere stati i primi e gli unici a realizzare una pubblicazione informativa su doping-maltrattamenti ai cavalli, patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole e dall'UNIRE, interamente autofinanziata.

Questo è per noi l'unico riconoscimento e legittimazione che abbiamo ricercato, ed ottenuto. Nel contempo, per le ragioni sopra esposte, abbiamo il diritto-dovere di intervenire quando le cose non vanno per il verso giusto, come nel caso dell'attuale gestione FISE da parte dell'Ing. Croce.

Nella vicenda Fazio-Banca d'Italia, mi consenta un vezzo di cronaca, ognuno ben sapeva che legittimati a richiedere le dimissioni di Fazio erano soltanto i soggetti che per istituto potevano farlo, in verità pochi.

Ma, come Lei ben ricorda, non passava giorno che commentatori di giornali e radio, politici, massaie, chiedessero l'uscita di scena del Dottor Fazio.

Ahimè....Dott. Pagnozzi, questa si chiama democrazia e tale bruttissima malattia ha contagiato anche il mondo dell'equitazione.

Rassicuri comunque l'Ing Croce, che ci legge in copia, che ci sono in tutto il mondo, dunque anche in Italia, laboratori che stanno attivamente cercando un antitodo.

Comunque, a parte le divagazioni, La ringrazio per il Suo intervento, lettera, perchè con decisione Lei ha posto i termini della questione ancorchè su Marte chi dichiara il falso ad una Giuria Internazionale commette un'infrazione al codice di comportamento sportivo, e questo è stato fatto ad Atene.

Alla luce di ciò, in pari data ho presentato, questa volta legittimamente in quanto tesserato, la richiesta di apertura di procedimento disciplinare presso la procura federale nei confronti dell'Ing. Croce relativamente ai fatti di Atene, allegando copia della documentazione in nostro possesso. Ugualmente mi riservo di presentare un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Roma sempre relativamente ai fatti di Atene ed in generale per l'intera vicenda doping-maltrattamenti sui cavalli, così com'è stata condotta fino ad ora da parte del Presidente della FISE.

Al pari Suo credo nelle Istuituzioni: la Procura Federale per le questioni sportive e la Procura della Repubblica per quanto tale ufficio possa trovare di penalmente rilevante nei fatti contenuti nella memoria in redazione e comunque per attivare un'incisiva indagine con strumenti, tecnico-giuridici, idonei a debellare il fenomeno. Ed a tali Istituzioni mi affido con fiducia.

Nel rinnovarLe la mia sincera stima e simpatia, quest'ultima dovuta in parte anche al fatto di parlare lo stesso idioma territoriale, La saluto con rinnovata cordialità.

                                                                                                                      Claudio Gallone

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